"Ju-jitsu, la Dolce arte della Conoscenza”

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Il libro “Ju-jitsu, la Dolce arte della Conoscenza” è una rivisitazione in chiave esoterica dell’antica arte marziale dei samurai. Arte intesa come strumento per arrivare all’intima essenza dell’uomo, in quanto capace di avvicinarlo ad istinti primordiali come quello di sopravvivenza e dunque indispensabili per capire limiti e possibilità di ognuno. Arte, come dice il titolo, per giungere alla Conoscenza e che ha ben poco a che vedere con quanto, in Occidente, si intende per certe discipline delle quali, non di rado, anche in Giappone si è persa traccia. O che vengono mantenute nella massima riservatezza L’autore del libro è stato ammesso in una di queste antiche scuole ed ha raggiunto, unico occidentale nella storia delle discipline marziali giapponesi, il grado di Soke, ovvero caposcuola. Nell’opera Silvestri illustra dunque il lungo percorso iniziatico che ha intrapreso nello Yamato Yoshin Ryu (tradotto: la via della pace e dell’armonia secondo lo spirito del salice). Lo studio ha dunque portato Silvestri alla comparazione tra il simbolismo presente ovunque nell’Impero del Sol Levante con quello Occidentale. Un simbolismo del quale pochi, anche in Giappone, ormai conoscono i significati. Basta ricordare, tra gli altri, che il sigillo della casa imperiale giapponese, un crisantemo a 16 petali è uguale a quello che sorge sulla porta di Erode a Gerusalemme; che in moltissimi templi compare il sigillo di Salomone usato già dall’anno mille avanti Cristo. La simbologia risalirebbe, secondo antichissime pergamene che l’autore del libro ha potuto visionare in uno sperduto paesino della prefettura di Aomori, a migliaia di anni fa quando il Giappone era ancora abitato dagli Ainu, gli indigeni che sono stati vittime di un genocidio molto simile a quello operato con gli indiani d’America: poche migliaia di ainu (dai caratteri europei) sono sopravvissuti e vivono nei “parchi naturali” del nord o in Hokkaido. Secondo le pergamene, dal Giappone si sarebbero sviluppate le principali civiltà mondiali. Tra queste anche quelle di Atlantide, Mu e Lemuria. Ed in Giappone si sarebbero formati i più grandi uomini da Confucio a Gesù. Silvestri ha fotografato la presunta tomba del Cristo a Shingo, dove ogni anno ha luogo il Festiva di Gesù e dove, da due millenni, ai bambini appena nati viene fatto un segno della croce e sulle loro fasce è ricamato il sigillo di Salomone. A Shingo esiste anche una piramide ormai sommersa dalla vegetazione e del tutto dimenticata. E’ da questo crogiuolo di mille elementi che nascono le arti marziali che diventano uno strumento per arrivare all’Uomo. Attraverso lo studio di antiche tecniche che permettono lo sviluppo di facoltà di percezione (ghiandola pineale), di introspezione e presa di coscienza delle più profonde emozioni… Per giungere infine al “risveglio”, passare, sempre attraverso l’esercizio (niente di paranormale o “magico” naturalmente) dall’individuo nel suo stato di “sonno” a quello di un essere vigile e cosciente che sta bene con se stesso e con gli altri ai quali può dare il meglio del suo essere.


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